IL TEATRO DI EDUARDO

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Chi non conosce Eduardo De Filippo, la sua famiglia, il fratello Peppino, con il quale non aveva un rapporto facile, la sorella Titina, il figlio Luca, morto prematuramente a 67 anni. Chi non conosce i suoi capolavori, le sue commedie che sono, a buon diritto, capisaldi della commediografia e della letteratura napoletana, italiana e mondiale. Ci vorrebbero giorni per ricordarle tutte, ma io voglio portare a conoscenza di piccoli episodi veri di una delle più famose in assoluto, la commedia che, almeno una volta all’anno la guardiamo tutti mentre festeggiamo il 25 dicembre e cioè, “Natale in casa Cupiello”. Bene, il capolavoro eduardiano ebbe una genesi particolare, messa in scena nel 1931 vide piccole variazioni, tra aggiunte e accorgimenti per completarla, tanto che la versione che tutti noi conosciamo, vide la luce nel 1934. Lo stesso Eduardo diceva che fu “un parto trigemino con una gravidanza di quattro anni”. Una delle scene cult è indubbiamente quella della letterina di “Nennillo”, il compianto Luca, che fa infuriare lo zio Pasqualino che, avendo un rapporto conflittuale con il nipote, e non essendo citato nella lettera, causò uno scompiglio in famiglia. Si narra che l’idea della letterina venne a Peppino De Filippo che non faceva parte della commedia. Peppino rivendicava anche la paternità della leggendaria frase “Nunn’me piace ‘o presepio”; ma la cosa più divertente la raccontò anni dopo Luca “Nennillo”. Visto che lui nella commedia era un giovanotto pigro e nullafacente, passava molto tempo a letto e quindi, confessò che durante le prove, a volte anche durante le rappresentazioni, steso nel letto, prendeva sonno veramente, si addormentava sul serio e si svegliava solo quando partiva la frase: “Tommasì scitete, song’e nove”! Potremmo reperire tante perle dai capolavori di Eduardo, colpi di genio, sfumature non colte, e questo è sinonimo di immortalità di un’opera, un patrimonio culturale infinito.

2 risposte a “IL TEATRO DI EDUARDO”

  1. L’Opéra è un capolavoro unico, visto migliaia di volte non stanca mai, è fonte inesauribile d’insegnamento e di poesia teatrale, recitato da Eduardo ma anche dall’insuperabile Pepella Maggio è Iperuranio indiscutibile,un Plauso postumo a Luca De Filippo che ho avuto l’onore di vedere recitare.ovviamente il Genio non et comparabile con quello del padre:un Genio ne nasce uno ogni 200anni!!! Bellissima l’aneddoto, per chi ha recitato in teatro esiste un altro palcoscenico:i segreti dietro alle quinte. Considero infatti l’attività di Commediante privilegiata poiché, nella “parte”può permettersi di tutto, anche comportamento fuori norma: ciò è essere e sentirsi liberi, nel ruolo di Commediante, un miracolo in mezzo a tante costrizioni dettate dalle conversazioni sociali
    ieri.
    Grazie Gennaro, il nome è amore per la sua terra piena di Saggezza e forse alle volte non compresa dall’ignoranza prepotente attualmente dilagante💙 W Napoli W; Eduardo e tutti i Suoi Geni💙❣️❣️❣️

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    1. Buon pomeriggio Marco e grazie infinite per i Suoi complimenti, grazie 👍🏻👍🏻

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