IL CALCIO, LO SPECCHIO DI UN PAESE

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La partita Spagna-Italia di ieri sera, valevole per il secondo turno del girone eliminatorio degli Europei di calcio, mi ha dato la stura ad una riflessione, insita nel titolo dell’articolo. La Spagna ha vinto 1-0 risultato che sta molto stretto alle “furie rosse” iberiche, un risultato che potrebbe sembrare risicato, ma dovuto alla superba prestazione del nostro portiere, Gigio Donnarumma. Non voglio fare l’analisi della partita, l’hanno già fatta gli esperti, voglio solo evidenziare perché esiste tanto divario tra le due squadre. Parto dal presupposto che, a mio parere, oggi l’Italia non è una grande squadra, di solito in Nazionale vanno i giocatori più forti, e se questi sono i più forti in Italia, il quadro è nero, e cerco di spiegare il perché, prendendo ad esempio proprio la Spagna. Il divario tecnico appare, ad occhio nudo, enorme: di qua, giocatori tecnicamente imbarazzanti, di là, giocatori giovani, dotati di tecnica sopraffina e pieni di voglia di stupire. Da sempre la “conditio sine qua non” per arrivare in Nazionale, è sempre stata la bravura del singolo, il compito del selezionatore, perché questo è il tecnico della Nazionale, visto che ha poco tempo per imporre le sue idee, e se i risultati sono questi, la colpa non è sua ma dei club, della stampa, degli addetti ai lavori, che sopravvalutano le doti dei nostri, giocatori normali che, appena una quindicina di anni fa, avrebbero fatto fatica a giocare in serie C! Molti dei giocatori spagnoli sono cresciuti nella “cantera”, nelle giovanili dei club, Barcellona, Real Madrid ed altre; scovati nei campetti di periferia, allevati, istruiti, educati e poi, lanciati pur essendo giovanissimi. Io sono abituato a guardare gli occhi dei calciatori, gli “occhi del bambino”, quelli pieni di gioia, contentezza, li vediamo giocare con leggerezza. I nostri non hanno quegli occhi, non mettono in campo la gioia di un gioco che tutti abbiamo fatto da piccoli. Si è sempre detto che, se vedi per strada attraversare un pallone stai attento perché dietro c’è un bambino. Nella partita di ieri, ma non solo, guardando i giocatori della Nazionale ho visto il nostro Paese: fermo, immoto, triste, senza gioia; è quello che vediamo ogni giorno in tutti i settori, quello del lavoro, dello svago, della politica. Nessuna innovazione, nessuno scatto in avanti, nessun contributo da chi il Paese lo dovrebbe cambiare e migliorare, e cioè i giovani che appaiono rassegnati, spenti, in attesa che accada qualcosa che cambi tutto, ma gli attori dovrebbero essere loro. Spero di sbagliarmi ma io credo che il calcio, oggi, sia la cartina di tornasole di un Paese con enormi problemi.

4 risposte a “IL CALCIO, LO SPECCHIO DI UN PAESE”

  1. il calcio oggi non è uno sport per vecchi.Quesra frase è in realtà una provocazione ;troppe volte mi sono chiesto se ciò che stavo guardando fosse lo sport che ho amato dentro lo stadio e fuori.Oggi il dio denaro domina incondizionato, i diritti tv,, gli stranieri che ormai, costituiscono la maggioranza tra i giocatori delle singole squadre, gli sponsor, gli arbitri corrotti, squadre dopate..potrei continuare. Si diceva che i soldi avrebbero arricchito il calcio e che avrebbero fatto da effetto.moltiplicatore:menzogna assoluta😤 hanno contribuito a creare uno sport falsato dall’interesse. Lei dice dei giovani fiacchi, verissimo, sono frutto di una moderna mentalità, che non crea calciatori intrepidi, come un tempo, ma macchinette per arricchire l’indotto.Ecco allora che in questo clima i protagonisti, i giocatori ,crescono non più per puntare ad una professionalità sportiva saggia ed onesta, ma semplicemente per assicurarsi un fine carriera straricco. I giovani sembra che si dicano: ma chi me lo fa fare…scommetto per avere più soldi,anche se è proibito, tanto non sarò punito severamente, perché il sistema e ispirato al principio del tout se tien e allora lo stesso cambia solo di facciata, con nuove regole:il var ad esempio, che danno l’immagine di onestà ma :“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” è una frase pronunciata da Tancredi, ne il Gattopardo: giovane senza quello sguardo che Lei ricordava

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    1. Esattamente, sono d’accordo con Lei

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  2. Volevo farle i miei più sentiti complimenti, come sempre i suoi articoli, li trovo pieni di passione che fa riflettere: Lei è una gran “penna”

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    1. Buongiorno Marco, grazie infinite 🙏🏻

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