Cosa ci fanno Eduardo Scarpetta e Gabriele D’Annunzio uno accanto all’altro? Beh, mettetevi comodi e leggete. Eduardo Scarpetta, il grande commediografo napoletano, tra l’altro padre di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, era un personaggio straordinario, pieno di ironia come dimostrano i suoi lavori. Un giorno gli venne una curiosa idea, quella di scrivere e mettere in scena una parodia, visto che già ne aveva scritte, di “La figlia di Iorio”, del Vate abruzzese Gabriele D’Annunzio. Cominciò a scriverla, ma ad un certo punto, onde evitare problemi, si recò a casa del D’Annunzio per chiedergli il permesso. Glie la presentò, e vedendo che al Poeta piaceva, la trovava molto divertente, vedendolo sbellicarsi dalle risate, pensò che il più era fatto ma, alla fine, D’Annunzio gli negò il permesso, temeva il contraccolpo che avrebbe potuto causare la parodia scarpettiana. Ma ormai era troppo tardi per fermarsi, si era portato avanti con l’opera e, nonostante il divieto, il primo dicembre del 1904 andò in scena, al teatro Mercadante di Napoli “Il figlio di Iorio”. Successo strepitoso, ma che costò a Scarpetta una denuncia per plagio. Si arrivò in tribunale dove Scarpetta partorì una delle sue battute micidiali: durante l’arringa dell’avvocato di D’Annunzio, l’avvocato Cocchia, vista la sua pomposità, Scarpetta a voce alta disse: “Ma che cacchio m’accocchia stu cacchio di Cocchia?”. Sembra che la causa in oggetto fosse stata intentata dalla SIAE di cui D’Annunzio era amministratore privato. All’epoca la vicenda ebbe un’eco straordinaria, si schierarono ovviamente le due tifoserie, quella pro Scarpetta e quella pro D’Annunzio; volete sapere come finì? Bene, con l’assoluzione di Eduardo Scarpetta perché il fatto non costituiva reato. Evidentemente, l’avvocato Cocchia nunn’aveva accucchiate niente…😂
SCARPETTA-D’ANNUNZIO
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2 risposte a “SCARPETTA-D’ANNUNZIO”
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Super interessante, non ne avevo idea!!
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Grazie, Scarpetta era un grande
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