Da tempo immemore, negli stadi italiani quando gioca il Napoli, specialmente al nord, la squadra partenopea viene “amabilmente” accolta dalla parte becera di quelle tifoserie, con cori e striscioni che recitano così: “Vesuvio lavali con il fuoco”. Bene, osservando il fenomeno sismico che da giorni sta interessando la zona flegrea, dai paesi puteolani a Fuorigrotta e di rimbalzo anche nelle zone alte di Napoli, con frequenza quasi giornaliera e con intensità sempre più alta, sarà il caso che i gentlemen che allignano in quelle tifoserie, aggiornino cori e striscioni sostituendo a “Vesuvio lavali col fuoco” con “Campi Flegrei lavateli con il fuoco”! Facezie a parte, il fenomeno che si sta registrando è serio, molto serio e paradossalmente, fa più paura del Vesuvio. Cerco di spiegare perché: i Campi Flegrei rappresentano un’ampia area di origine vulcanica molto singolare, perché non è il classico vulcano a forma conica come il Vesuvio, l’Etna e similari, ma è una depressione, una caldera, che interessa un’area di 12×15 chilometri circa, tutta sviluppata nel sottosuolo, con l’unico sfogo della famosa Solfatara di Pozzuoli. La zona, proprio per questa conformazione, vive anche il fenomeno del bradisismo cioè, un innalzamento periodico del suolo, cosa che ha portato nel tempo, all’innalzamento di Pozzuoli e paesi circostanti. il monitoraggio del territorio è costante da tempo, monitoraggio che comunque non consente di prevedere come e quando possa succedere ciò che nessuno si augura cioè, un’eruzione terribile e devastante, un fenomeno che distruggerebbe paesi e paesi, coinvolgendo anche Napoli. Sarebbe sicuramente molto più devastante di una eventuale eruzione del Vesuvio, anche perché trattasi di una zona molto popolata, in effetti è come se molti comuni e ripeto, un po’ anche Napoli, fossero seduti su una bomba atomica. E qui si aprirebbe un capitolo molto importante, ci si dovrebbe chiedere come è stato possibile costruire e popolare intensamente una zona a così alta pericolosità. La perdita di vite umane sarebbe devastante, oltre ovviamente, alla distruzione territoriale, una zona piena di storia e mitologia, una zona che non ci possiamo permettere di perdere.
Campi Flegrei
2 risposte a “Campi Flegrei”
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Grazie Gennaro, non ero molto informata sulla natura di questo sisma. Speriamo che non accada nulla, proprio perché – come hai citato anche tu – ci sono fin troppi centri abitati costruiti in zone a rischio.
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Grazie a te Noemi, purtroppo l’uomo dimentica troppo spesso che la natura va rispettata, ci si dimentica che non va violentata altrimenti dopo si piange, si piange di brutto.
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