“E ti prendono in giro se continui a cercarla, ma non darti per vinto, perchè chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle, forse è ancora più pazzo di te”. Questa è una strofa della canzone “L’isola che non c’è”, una canzone che Eduardo Bennato scrisse nel 1980; la canzone era ispirata alla favola di Peter Pan, il fantastico personaggio di Barrie che da sempre è il simbolo della fanciullezza, dell’ingenuità, del sogno. Chi di noi non ha desiderato anche solo per un giorno, di essere Peter, magari nei momenti bui della propria vita, nei momenti di sconforto. Chi di noi non ha volato sulle ali della fantasia, sperando di cacciare via il male, la tristezza, il dolore. Perchè oggi faccio questa riflessione? Perchè proprio oggi, oggi inteso non semplicemente come mercoledì 13 settembre, ma oggi inteso come momento storico. Al di là del proprio credo politico, della propria fede, è indubbio che non viviamo un bel presente; ovunque ci si giri con lo sguardo, si fa fatica a trovare qualcosa che non ci faccia stare in ansia. Guerre sparse qua e là per il globo, diritti civili calpestati, politiche ambientali che forse stanno danneggiando, irreversibilmente il pianeta. Le nuove generazioni che sembra abbiano perso la voglia di dare l’aire ad un radicale cambiamento, pur se ancora c’è chi lotta per invertire la rotta. Noi che eravamo giovani negli anni ’70 e ’80 avevamo entusiasmo, avevamo energia, speranza; si lottava per degli ideali. Poi non so cosa sia successo, non so perchè pur cantando attorno ad un falò in spiaggia “L’isola che non c’è”, quell’isola si è allontanata sempre di più. Forse è per questo che, ascoltandola stamattina alla radio, mi è venuto di fare questa riflessione; credo che oggi, più che mai, sia arrivato il momento di cercarla, tutti insieme, sia il momento giusto di trovarla e fare in modo che sia possibile scrivere una canzone diversa, una canzone che si intitoli “L’isola che c’è”.
L’Isola che non c’è
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6 risposte a “L’Isola che non c’è”
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In un mondo disilluso si può crescere senza perdere la purezza e l’allegria dei bambini?Forse si!
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Verissimo Silvy, una speranza di salvezza. Grazie
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Gennaro, sei grande, ti freghi anche i migliori filosofi, se continui così dopo un anno puoi pubblicare tutti i tuoi articoli in un unico libro. Lancia un appello, quando sarai pronto, per la ricerca di un titolo . Grazie di concederci i tuoi pensieri.
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Grazie Francesco, grazie di cuore.
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Sono d’accordo con il tuo ottimismo in quanto sono convinto, carissimo Gennaro, che “l’isola c’è”. Basta saperla cercare! Nella fattiva aspirazione di ogni nuova alba; nella pacca sulle spalle di un amico; nel bacio e abbraccio di un sincero amore; nella rassicurazione ed affetto di un genitore premuroso; nella conferma delle proprie qualità da parte del proprio insegnante, del proprio datore di lavoro, del proprio cliente; nella chiara visione di una realtà; nella sensibile pace di ogni possibile tramonto. Purché, non muoia mai la speranza. Un grande abbraccio, Paolo Diana.
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Ciao Paolo, è un grande piacere leggere il tuo commento che, ovviamente, mi trova perfettamente d’accordo; è l’unica possibilità per trovare l’isola. Un abbraccio Paolo e grazie👍🏻
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