La scelta, quante volte ci siamo trovati davanti ad un bivio, fosse banale come scegliere un pantalone o un maglione piuttosto che un altro, una pizza piuttosto che un’altra, o più importante, una donna piuttosto che un’altra. Credo un’infinità di volte, e in questo caso ci guidano i gusti personali, nel caso di vestiario, pietanze o altro, il cuore, i sentimenti nel caso della donna, o dell’uomo per la compagna o il compagno della vita. Ma c’è un altro bivio molto importante, il bivio che ti mette davanti ad una scelta lavorativa, scelta importantissima per lo sviluppo della tua carriera, in fondo, lo sviluppo della tua vita. L’ultimo bivio che mi si è posto davanti ha riguardato il lavoro, la carriera, ed è capitato stranamente ad un’età già tarda, a 62 anni, una scelta che ha cambiato la mia vita. Quando a questa veneranda età, dopo tanti anni di carriera bella, coinvolgente, soddisfacente, ti capita di ricevere offerte pressanti, tamburaggianti, ti senti onorato, lusingato, senti che sei riuscito a fare qualcosa di buono ed esserti distinto e messo in evidenza anche fuori dal tuo ambiente. Ed allora cominci a pensare, a prendere in considerazione di cambiare, di accettare il corteggiamento continuo, quasi come si fa per una bella donna (😂) ed alla fine accetti, ti rimetti in discussione, butti il passato alle spalle e ti tuffi in una nuova avventura. Ed il bello della vita è anche, dopo che è finita e sei in pensione, pensare e ripensare a quel giorno, a pensare se hai fatto bene o male ad accettare il cambiamento, a pensare se, potendo tornare indietro, prenderesti la stessa direzione. Ma la cosa più bella o triste, dipende, è che hai fatto bene o hai fatto male, non devi dare meriti o colpe a nessuno, la scelta è tua, è stata tua, al bivio c’eri tu e nessun altro, la freccia, a destra o a sinistra, l’hai messa tu…
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