La lingua napoletana ha dei termini la cui etimologia spazia tra storia e leggenda, lasciando a noi la scelta di preferire e considerare quella che più piace. Il termine di oggi che pongo all’attenzione è: “Paraustiello” quindi cominciamo a conoscere per primo il significato. Il paraustiello è una sorta di scusa poco credibile, discorsi contorti che a volte vengono fatti per dire cose dal significato opposto a quello che si vorrebbe dire. E secondo me, ad avvalorare questa tesi, è proprio la radice forse più vera, infatti si vuole che il termine derivi dallo spagnolo “Para usted”, cioè “per voi”. Questa frase si dice che venisse usata dai napoletani, al tempo della dominazione spagnola, quando per strada si incontravano i signorotti spagnoli, i dominatori, davanti ai quali i napoletani al loro passaggio, si scappellavano e pronunciavano appunto “para usted”, per voi, accompagnando la frase con il gesto dello scappellarsi e con un sorriso ironico perché in effetti, al posto del saluto rispettoso, avrebbero voluto omaggiarli di insulti e parolacce. E da allora, quando qualcuno la prende troppo larga, quando si fanno troppi giri di parole, gli si dice: “Uè uè, ma me stisse facenn ‘nu paraustiello?”. Vero? Fantasia? Non importa, è napoletano!
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