Fino a pochi anni fa, se volevamo sapere cosa accadeva nel mondo, avevamo poche scelte: guardare i vari TG, ascoltare i vari GR, o comprare i giornali, i quotidiani, e leggere sfogliando le pagine una ad una, e sentire l’odore, per qualcuno puzza, di inchiostro. Poi la rivoluzione; con l’avvento di Internet, di siti specializzati, possiamo dire che abbiamo il Mondo a portata di clic. In tempo reale sappiamo cosa sta accadendo in ogni punto del globo, possiamo soddisfare le nostre curiosità, la nostra sete di sapere, è come avere un’enciclopedia a portata di mano, sempre, a casa, al lavoro, al bar, ovunque. Ergo, tutto bello? Tutto bene? Beh, secondo me no, e mi spiego; ovviamente anche i giornali si sono dovuti adeguare e mettere in rete i loro fogli, ci sono tutti o quasi. Ma insieme a loro, in rete troviamo una pletora di testate “farlocche”, perché è notorio che si guadagna ad ogni colpo di clic, ad ogni visualizzazione e quindi, fatta salva la presenza di testate nazionali, conosciute da tutti, e di siti seri, ci troviamo davanti anche chi con l’informazione vera non ha nulla da spartire. Il loro sistema è semplice, titoli interessanti, a caratteri cubitali, tu incuriosito clicchi e ti accorgi che la notizia non ha nulla a che vedere con il titolo sparato in apertura. Intanto ci siamo cascati e intanto, loro guadagnano. Districarsi in questa giungla, nella ragnatela del Web, se si è saggi è facile: in primis, leggere solo siti conosciuti, poi riprendere le sane e vecchie abitudini, come quella di recarti presso la tua edicola di una volta, e acquistare il giornale di carta stampata, frusciante, che magari ti farà tornare alla mente, i momenti belli, i momenti di quando davanti ad una notizia, clamorosa o meno, la frase cult era: “L’ho letta sul giornale”, oppure “L’hanno detto al telegiornale”. Quindi, la chiosa finale è che vero, a volte è utile consultare il web, ma è giusto farlo con moderazione e intelligenza per non essere solo fonte di guadagno per i furbetti della rete.
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