“È nato ‘a Polonia, è crisciut ‘a Parigi, e s’è fatto omme ‘a Napule”. Chi è? Ebbene si, è il babà, il buonissimo dolce che completa il trittico dei dolci famosi dell’arte pasticciera napoletana, la sfogliatella, la pastiera ed appunto, il babà. Ma credo che non tutti sappiano che, udite udite, il babà non è nato a Napoli ma in Polonia, ma è a Napoli che è stato perfezionato ed è entrato di prepotenza tra le eccellenze partenopee. Dunque, come nasce il babà? Nasce per errore, come succede spesso per cose che poi entrano nel mito. La paternità del dolce è attribuita al Re polacco che si trovava esule a Parigi, Stanislao Leszcznski, che era anche un gourmet. Un giorno, mentre i pasticceri di corte gli preparavano il Kugelopf, un dolce polacco che era una via di mezzo tra un panettone e una brioche, un dolce secco che “annuzzava” in gola, si rovesciò sul dolce una bottiglia di rum che lo inzuppò. Allora Stanislao lo assaggiò e apprezzò molto l’abbinamento con il rum, che aveva ammorbidito il “mattone” di cui si era anche stufato! Leggenda vuole che il nome nacque dal fatto che lui era un ammiratore de Le Mille e una notte e in particolare, della novella di Alì Babà e i quaranta ladroni e per questo, dovendo dare un nome al nuovo dolce, lo dedicò ad Alì Babà. Un’altra versione riporta all’amore di sua nonna perché, guarda caso, in polacco baba significa vecchia signora. Arrivato a Napoli, dopo tante traversie, il dolce fu poi migliorato, fu creata una “bagna” molto più delicata, grazie anche al fatto che i cuochi napoletani furono mandati dai reali a carpire i segreti dei grandi pasticcieri francesi e una volta tornati a casa, effettuarono quegli accorgimenti che migliorarono un dolce nato per sbaglio e che è diventato uno dei capisaldi più famosi dell’arte pasticciera napoletana.
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