I NUOVI MESTIERI

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La cronaca di questi giorni mi ha dato lo spunto, la stura ad una riflessione sul cambiamento epocale dovuto alla tecnologia, agli strumenti che tutti, chi più o chi meno, usiamo per comunicare, conoscere ed aumentare il nostro sapere in punta di clic, di tastiere. È innegabile che, un uso corretto porta dei grandi vantaggi in ogni campo, ci dà la possibilità di lavorare da casa, di coltivare passioni come lo scrivere, come sto facendo io, ma è vero anche che, come tutto quello che ci avvolge, presenta anche dei lati bui, ad esempio l’abuso del mezzo, il perdere contatto con la vita che sta fuori, perdere il piacere del contatto umano. Ma questo è un tema delicato, lungo da sviscerare e quindi ritorno a bomba sulla mia riflessione e al titolo dell’articolo. Le nuove professioni, nate sia grazie ai suddetti mezzi, che ai social; quella che più mi ha colpito è quella dell’influencer…In questo periodo ha fatto molto scalpore la vicenda che ha vissuto e sta vivendo, forse la più nota, la più famosa influencer, parlo di Chiara Ferragni. Non starò qui a riprendere la sua storia, se ne è parlato anche troppo, la sua vita data in pasto a tutti, non solo ai suoi milioni di followers, ha creato una bolla enorme, ed era prevedibile che lo scoppio sarebbe stato tanto deflagrante da sconvolgerla in modo clamoroso. Io voglio sottolineare altro, voglio sottolineare proprio gli aspetti di questo nuovo mestiere. Già la parola influencer, cioè colui o colei che INFLUENZA, presenta un lato per me negativo; pensare che ci sia chi ha bisogno di farsi “influenzare”, di scegliere quello che ti propongono, di desiderare tutto ciò che loro ti segnalano, sfacciatamente o in modo subliminale, per me è indice di personalità debole. Si entra in un vortice assurdo, si vive in funzione di ciò che messaggiano. Molto spesso approfittano del loro ruolo per trarne benefici che vanno al di là del loro “lavoro”. A tal proposito, faccio un esempio che avvalora ciò che ho scritto fino ad ora: un famoso chef stellato italiano, raccontò che un giorno si presentò al suo ristorante, una ragazza che si qualificò come influencer, era in compagnia di sei amici, e chiese al ristoratore, di mangiare gratis nel suo ristorante, insieme ovviamente ai suoi amici e lei avrebbe fatto sul suo profilo, una ottima recensione, cosa che avrebbe fatto salire il prestigio del locale. Lo chef rifiutò la sua proposta e a corredo del rifiuto, aggiunse anche che evidentemente, non sapeva nemmeno chi fosse lui, quindi non fu nemmeno professionale. Disse che se si fosse informata bene, cosa che è normale in ogni professione, avrebbe notato che aveva più followers lui nel suo profilo, che lei e quindi, non avrebbe ottenuto nessun vantaggio dalla sua recensione e che era solo la voglia di mangiare, lei e i suoi amici a scrocco! Sicuramente non saranno tutti così, ma io voglio concludere dicendo che, se questo è un mestiere, allora viva il vecchio Carosello, il vecchio modo di fare pubblicità, la buona e sana réclame che ci faceva trovare negli scaffali dei negozi, i prodotti che le aziende lanciavano sul mercato. In quanto all’influenza beh, basta quella di stagione.

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