LA MACCHINA DEL TEMPO

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Giorni fa, saltellando qua e là su YouTube, mi sono imbattuto in una scena del film capolavoro “Non ci resta che piangere”, con Massimo Troisi e Roberto Benigni, il bidello e il professore di “Frittole 1400 quasi 1500“, quando si catapultarono indietro nel tempo, nel 1492 con l’intento di fermare la partenza di Cristoforo Colombo alla ricerca delle Indie che poi, per sbaglio, approdò in America, cosa che i due amici volevano impedire, visti i risultati. Questa scena mi ha fatto riflettere molto; alzi la mano chi, almeno per una volta, non ha sognato di possedere una macchina del tempo. Viaggiare a ritroso, magari per riabbracciare chi non c’è più, magari dire un “aspetta un minuto”, una semplice frase che avrebbe potuto salvare la vita di un fratello perché quel minuto avrebbe fatto passare quell’auto che gli stroncò la vita, la sua e quella della famiglia. Cambiare la Storia no, il sogno di “Saverio/Benigni e Mario/Troisi era troppo pretenzioso. Più prosaicamente, tornare indietro nel tempo, in quei momenti della vita nei quali hai preso una decisione che, al momento ti sembrava la più giusta, la più opportuna, e quindi correggerla. Credo che ognuno di noi abbia avuto dentro questo desiderio, anche se non si sa se la correzione della decisione presa, poi in effetti avrebbe avuto effetti positivi. Purtroppo o per fortuna, la macchina del tempo non esiste, e pertanto ci resta solo sognarla, e cosa più importante, ci lascia il Dubbio, che secondo Socrate e il suo discepolo Platone, è la “conditio sine qua non” della crescita dell’Uomo; come ben spiegato dal grande e compianto Luciano De Crescenzo, “Abbiate timore di chi ha solo certezze, diffidate di loro, chi ha solo certezze vale poco, chi ha dubbi è una brava persona”. Insomma, meglio che non sia stata inventata la Macchina del tempo…

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