DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963

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Oggi, 60 anni fa, alle ore 12,30 locali, a Dallas, fu assassinato l’allora Presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy mentre sfilava a bordo di una macchina decappottabile, insieme alla moglie Jacqueline e il Governatore del Texas, Connally, anch’egli ferito. Fu un avvenimento che sconvolse l’opinione pubblica, un assassinio che ancora oggi, turba le coscienze e sul quale, nonostante il tempo passato, presenta tante, troppe ombre che le indagini che seguirono, non hanno mai fugato. La storia ci racconta che ad uccidere il Presidente fu un attivista castrista, l’ex marine Lee Harvey Oswald, stranamente ucciso, due giorni dopo, durante il trasferimento in carcere. Fu l’unico responsabile? Agì per suo conto? Il successore di Kennedy, Lindon Johnson, istituì una commissione di inchiesta, la Commissione Warren che, alla fine delle indagini, decretò l’ex marine, come unico e solo colpevole dell’attentato. Ma la maggior parte dell’opinione pubblica, non ha mai creduto alle risultanze dell’operato della commissione, troppe ombre, troppi particolari che non tornavano, troppi errori forzati. Per capire l’accaduto bisogna inquadrare la situazione di quegli anni; la guerra in Vietnam, la guerra fredda tra il blocco atlantico e l’allora URSS comunista che “proteggeva” la CUBA di Fidel Castro, avamposto comunista ad un tiro di schioppo dagli Stati Uniti. Kennedy nonostante tutto, non era ben visto da buona parte degli americani, dalla CIA, dai fornitori di armi, che non vedevano di buon occhio l’atteggiamento di Kennedy sul versante “guerresco”. Non gli si perdonava la non invasione di Cuba, non gli si perdonava la volontà di porre fine alla guerra nel Vietnam, che è costata tante vite di giovani americani mandati al macello, tanti giovani che una volta tornati in patria, sono stati dimenticati dalle istituzioni e hanno avuto un ritorno a casa sconvolgente, effetti che tutti abbiamo visto nei film di Rambo. Il nostro grande giornalista di inchiesta, il compianto Andrea Purgatori, ne ha parlato tantissimo nelle sue trasmissioni. Ovviamente, quando succedono cose così fondamentali nella Storia con la “S” maiuscola, quando si mette in dubbio una versione ufficiale, si grida sempre al complottismo, a fantasiose teorie negazioniste, tutti a gridare, e questo fa pensare che è proprio il fatto di farsi domande, di dimostrare con studi, filmati, immagini, che il dubbio persiste, avanza, e che non è tutto vero ciò che ci viene illustrato dagli apparati. Resta il fatto che, dopo 60 anni, pensare ancora che l’unico responsabile sia stato Oswald, che si sia svegliato la mattina con la volontà di uccidere Kennedy, beh, fa capire che la verità non sarà mai sancita, resterà sui libri ma allo stesso tempo, dimostrerà che gli USA, quelli che molti definiscono la più grande democrazia al mondo, non farà sapere mai al mondo, cosa successe quel lontano giorno di 60 anni fa…

2 risposte a “DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963”

  1. Anche io credo che Kennedy sia stato vittima di un complotto e che Oswald non abbia agito da solo, e che a manovrare i fili di tutta la vicenda sia stata la CIA.
    Da un’indagine fatta negli stati uniti 3 americani su 4 sono convinti che la verità sull’omicidio Kennedy sia ben diversa dalla versione ufficiale.
    F.S.

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    1. Esattamente. Chi era vicino a Kennedy gli sconsigliò il viaggio. Pensa che il giorno prima, a Dallas, giravano manifesti con la sua foto con scritto: Caccia al traditore!

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