TIFO VIOLENTO

·

Milan-PSG…prima della partita di Champions League di ieri, scontri tra tifosi delle due squadre, con accoltellamento di un supporter della squadra parigina. Ieri, a Napoli, un’orda di tifosi tedeschi dell’Union Berlin, devastano Piazza Dante e aggrediscono le forze dell’ordine, emuli dei loro connazionali dell’Eintracht Francoforte, che lo scorso anno misero a ferro e a fuoco il centro storico della città partenopea. Bollettini di guerra per una partita di calcio, bollettini di guerra per un evento che dovrebbe essere solo passione e svago. Ma la lista sarebbe lunghissima, gli esempi da citare tanti, se ne parla sempre più frequentemente e sembra non ci sia rimedio. La domanda da farsi è perché, perché un evento sportivo, tra l’altro sembra esclusiva del calcio, scateni la violenza becera, e perché, pur essendo notorio, si ripete con puntualità svizzera. Tralasciando ogni implicazione sociologica io mi chiedo: è tanto difficile estirpare questo cancro? È così difficile, sapendo che succede sempre più spesso, prevenire e debellare questo fenomeno? Io credo di no, e spiego perché. Negli anni ‘80 e ‘90, in Inghilterra il fenomeno era, forse, molto più forte, credo tutti ricordino i famigerati hooligans inglesi, gruppi di tifosi che facevano della violenza il loro credo e che raggiunse il picco massimo, nella tragica notte dell’Hysel, lo stadio belga dove prima dell’inizio della partita Liverpool-Juventus, finale dell’allora Coppa dei Campioni, antenata dell’attuale Champions League, si consumò un’immane tragedia che vide la morte di 39 tifosi bianconeri, travolti dalla furia cieca dei teppisti inglesi. Quella sera rappresentò un punto di non ritorno, in Inghilterra lo scalpore fu tale, e tutte le forze politiche si unirono al fine di eliminare il problema, con le buone e con le cattive. Bene, oggi gli stadi inglesi, forse, sono i più sicuri, non vola una mosca, si tifa con passione ed entusiasmo. Se un tifoso accenna a qualcosa di minimamente violento, viene subito prelevato dagli steward e portato nelle camere di sicurezza dello stadio. I tifosi ospiti sono prelevati alle stazioni e accompagnati e scortati in sicurezza, fino ai loro posti sulle gradinate, e ci sono pene severe per chi comunque cerca di delinquere. Oggi, negli stadi britannici, le famiglie possono assistere sicuri alla partita, e tifare in modo sano, per i loro beniamini. Ed io mi chiedo, perché nel Paese dove è nato il fenomeno hooligans, si è posto rimedio? Perché noi non ci riusciamo? Sottovalutazione del problema? Scarsa preparazione sul tema? Troppi lacci e lacciuoli su quello che possono o non possono fare le nostre forze dell’ordine? Non lo so, le risposte dovrebbero arrivare dalle alte sfere, la risposta dovrebbe essere tolleranza ZERO verso chi, per un evento sportivo, un evento, per definizione, di svago o passione, lo tramuta sempre più spesso in episodi di cronaca nera. Qualcuno dirà che in fondo non è un problema prioritario, ce ne sono tanti altri più importanti…niente di più falso, per me è importante vivere in una società dove un padre possa portare il suo bambino a vedere una partita di calcio in serenità ed allegria, come faceva il mio papà, negli anni sessanta, una società dove se si arrivasse a questo, sarebbe una società molto più civile.

Lascia un commento

Get updates

From art exploration to the latest archeological findings, all here in our weekly newsletter.

Abbonati

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora