Chissà cosa ne penserebbe il mitico Aldo Biscardi, il giornalista creatore del “Processo del Lunedì”. È ormai nella storia la sua battaglia per l’uso della moviola in campo, utile secondo lui , per evitare o quanto meno, ridurre gli errori arbitrali nelle partite di calcio, errori che spesso possono decidere le sorti di un campionato, sia per l’assegnazione dello scudetto, che per la qualificazione alle coppe europee e per la retrocessione. Peccato che non abbia potuto vedere l’introduzione della VAR, acronimo di “Video Assistant Referee”, arrivata in Italia nel campionato 2017/18 che in effetti, è una moviola, da lui tanto amata, posta ai bordi del campo dove un assistente sorveglia le azioni di gioco, e deputata ad essere usata nelle azioni controverse. E qui ritorna il quesito iniziale: cosa ne avrebbe pensato Biscardi? A mio parere sarebbe rimasto deluso, perché molti casi, non ultimo quello di ieri sera durante la partita Genoa-Milan, l’episodio del gol decisivo all’87mo minuto, realizzato dopo un presunto tocco di braccio ad aggiustare il pallone da parte del giocatore del Milan, nonostante sia stato vivisezionato per molti minuti, ha lasciato comunque molti dubbi e sono scoppiate le polemiche. Il gol è stato convalidato, il Milan ha vinto la partita, ed è balzata in testa alla classifica. Allora? Non si chiedeva a gran voce e a furor di popolo la moviola in campo? Certo, ecco la moviola, ma il problema, secondo me è che, pur essendo la VAR un mezzo tecnologico, la decisione finale, il giudizio, è sempre dell’uomo, e l’uomo per natura, è fallibile. Sarà un caso che l’unica situazione calcistica certa per evitare un errore, sia quello del gol/non gol, cioè se il pallone sia entrato o no? Io credo di no, perché? Perché a decidere se il pallone sia dentro o fuori non è l’uomo, non è l’arbitro, ma i sensori siti nelle porte e sotto l’erba…
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