“ I Social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.” Questo era il pensiero di Umberto Eco sui social, un giudizio molto duro, che però fotografa una verità, un giudizio che non possiamo non ritenere giusto. Ma ovviamente è una parte del problema, perché come è ovvio, l’aspetto di un fenomeno non è mai solo uno, e non è quasi mai solo negativo o solo positivo. Il mondo social ha una precisa data di inizio a mio parere, una data che ha cambiato il mondo, ed è l’anno 2004, l’anno in cui uno studente di un college americano, Harvard, Mark Zukerberg, fondò Facebook, dopo il fiasco di Facemash del 2003. Non sto a rifare la storia del perché e del percome fondò Facebook, credo che nemmeno lui avrebbe mai pensato che oggi, quasi un quarto del pianeta, 2 miliardi di persone, fossero iscritti a Facebook! Poi sono arrivati a seguire, alla rinfusa, Twitter, Instagram, TikTok, Linkedin ed altri ancora e in pratica oggi tutti, chi più e chi meno, sui nostri smartphone, sui nostri PC, ne abbiamo scaricato almeno uno. Veniamo al giudizio di Eco; chi può negare che le sue parole siano state profetiche? Credo nessuno; chi può negare che molti, tanti, troppi, sfogano le proprie frustrazioni nascondendosi dietro account anonimi per offendere, insultare, chi la pensa in modo diverso? Credo nessuno; la cronaca recente ci ha anche dimostrato che per avere like, condivisioni, visualizzazioni, si tentano imprese spinte fino all’inverosimile che spesso si trasformano in tragedie. Con ogni probabilità, se non ci fossero i social, certi episodi non succederebbero, ma ovviamente, non è tutto nero, c’è anche il bianco. I social usati nel giusto modo, hanno accorciato le distanze, hanno messo in contatto mondi diversi, hanno portato più conoscenza perché basta un click, una ricerca su qualsiasi cosa interessi, per permettere a tutti di sapere e conoscere quello che succede nel mondo. Usato con giudizio, usato con criterio, il social è un mezzo molto utile. Il discorso è semplice; qualsiasi cosa presenta lati negativi e lati positivi, la negatività o la positività dipende esclusivamente da noi, dall’uso che ne facciamo. Se bevo un bicchiere di vino mi fa bene, se mi scolo una bottiglia mi fa male ergo, è il vino che fa male o io che ne ho fatto un abuso? E così per tutto, siamo sempre noi che, con i nostri comportamenti, rendiamo buono o cattivo, tutto ciò che ci offre la natura e tutto ciò che crea il genio umano. Per finire, i social usati con coscienza presentano tantissimi vantaggi, stiamo attenti ad usarli bene e anche con moderazione, facciamo in modo che il Mondo Sociale non si trasformi però in un Mondo Social! Alla fine della storia ricordiamo che i rapporti personali, il contatto reale e non virtuale, è alla base della vita.
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